L’arte antica istriana di Benedetto Carpaccio

28 marzo 2018 , In: Attività, Pubblicazioni , With: One Comment
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La scrupolosa ricerca nella rielaborazione della tesi di laurea di Sabina Parma dedicata a Benedetto Carpaccio. Origini del metodo di lavoro e attività istriana, Edizioni Il Mandracchio Isola 2013, sarà  presentata dall’autrice, giovedì sera 29 marzo 2018 presso la Biblioteca Civica di Pirano. La serata letteraria è organizzata dalla CAN di Pirano in collaborazione con la Biblioteca Civica, nell’ambito degli eventi programmati nell'”Anno del Carpaccio 2018 a Pirano” e per il Quinto centenario della pala d’altare per la Chiesa di S.Francesco, dipinta da Vittore Carpaccio.

L’autrice Sabina Parma, animata dall’amore per la storia e cultura della sua regione, l’ Istria, ha dedicato la sua attenzione a Benedetto Carpaccio, perchè ben quattro dipinti dei sei dipinti che gli si possono attribuire con certezza, hanno lasciato l’Istria nel 1940 e condiviso il destino di centinaia di manufatti dispersi o tenuti nascosti per decenni, in seguito alle vicende tormentate che hanno interessato le nostre terre.

Dallo studio emergono straordinarie interpretazioni di rilievo. In primo luogo a Benedetto spetta il merito di avere tradotto i moduli carpacceschi in un linguaggio accessibile al publico provinciale, e di avere contribuito alla loro diffusione in Istria. Il figlio e discepolo del più famoso Vittore, è ben lontanto dall’essere un mediocre epigone del carpaccismo in quanto si trova al centro di un interessante problema critico. Questo perchè la questione della sua formazione stilistica, investe quella più ampia dell’attività tarda del padre Vittore Carpaccio.Ogni storico dell’arte che volesse ricostruire il catalogo di Vittore non può evitare di scontrarsi con il problema della composizione della sua bottega e della partecipazione di Benedetto, specialmente nell’esecuzione delle grandi pale istriane di Capodistria del 1516 e di Pirano del 1518. In questo modo l’indagine ha confermato l’importanza dell’attività di Vittore e Benedetto per la storia dell’arte in Istria nel 1500, che si è poi aperta al panorama più ampio della storia dell’arte veneta a cavallo tra ‘400 e ‘500, unita alla problematica della composizione delle botteghe a conduzione familiare e rivelando l’importanza fondamentale dell’uso dei disegni.

Nella rielaborazione della tesi, Sabina Parma interpreta e rivede gran parte delle attribuzioni tradizionali tutte legate ai due Carpaccio, per ricomporle in un quadro meno riduttivo tenendo conto delle pratiche di bottega attuali all’epoca, del condizionamento dovuto alle richeste dei committenti, nonchè dei complessi legami culturali che nel 1500 legavano Venezia e alle altre province.

    • Eufemia Giuliana Budicin
    • 20 maggio 2018
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    Complimenti. Ho visitato la mostra dei Carpaccio a Conegliano e sto raccogliendo più informazioni possibili per poter divulgare la storia dell’arte istriana. A Roma, dove vivo, già abbiamo organizzato mostre e eventi sull’argomento. E’ possibile avere una copia della tesi? Grazie. Eufemia Giuliana Budicin, consigliere nazionale ANVGD. eufemiabudicin@virgilio.it

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