Amori struggenti per l’Istria e la Dalmazia

18 dicembre 2017 , In: Eventi, Libri, Mostre, Pubblicazioni , With: No Comments
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Nasce dall’amore incondizionato per l’Istria e la Dalmazia, la mostra di chine “Sulle ali della bora nel ruggito del Leone: da Trieste a Cattaro” disegnate da Leonardo Bellaspiga, che si inaugura mercoledì 20 dicembre 2017 alle ore 18.00 in Casa Tartini.

Le illustrazioni riproducono immagini di scorci di Trieste e delle altre città lungo la costa dove per secoli dominò la Repubblica di San Marco. Un viaggio nel tempo e nello spazio che interpreta i panorami, le città e i borghi, i monumenti storici. I temi dell’autore, l’artista ingegnere spaziano dalla filigrana dei campanili veneti all’imponenza delle vestigia romane, dai prifumi del mare ventoso alle case in pietra dell’entroterra. L’esposizione itinerante nell’allestimento curato da Ariella Petelin, è già stata presentata in diversi sedi tra l’Italia, Montenegro e il litorale sloveno ha il dono di essere continuamente in formazio ne, perchè si arricchisce di nuove opere legate ai luoghi che la ospitano.

Leonardo Bellaspiga, nato nel 1925 a Osimo in provincia di Ancona, è un ingegnere, appassionato della bellezza della natura, cultore della scienza e dell’arte, pittore e disegnatore, ha realizzato numerose tavole oggetto di eventi espositivi che annovera tra i suoi estimatori gli ultimi due Papi.

L’esposizione di chine Sulle ali della bora nel ruggito del Leone: da Trieste a Cattaro aperta al pubblico fino al 21 gennaio 2018, è organizzata dalla Comunità degli Italiani Giuseppe Tartini in collaborazione con l’Università Popolare di Trieste e la CAN di Pirano.

Dai Leoni marciani di Bellaspiga, nella stessa serata, sarà l’occasione di proseguire un altro viaggio. Il viaggio olfattivo nei ricordi di Roberto Stanich, autore del libro “El pan de l’Istria”. El pan più bon xe quel de casa (Lampi di stampa). L’autore, nato a Pola, come tanti altri istriani, è stato costretto a lasciare il suo luogo natio, dopo che l’Istria è stata ceduta alla Jugoslavia ma, nonostante il trauma causato dalla perdita della propria casa, dei parenti, degli amici d’infanzia, ha mantenuto inalterato l’amore per la propria terra. Attingendo alla memoria, Roberto Stanich, fa rivivere nei suoi racconti i profumi, gli odori, i sapori che hanno accompagnato la sua infanzia e gli hanno dato quell'”imprinting” che lo segue da sempre lo spinge a ritornare nei posti che gli sono cari. Il pane e i piatti della tradizione istriana sono i veri protagonisti di molti dei suoi racconti. Piatti semplici ma i loro sapori hanno il potere di risvegliare emozioni da tempo sopite e di riportarli indietro nel nostro  bel mondo antico.

Dopo l’annessione dell’Istria alla Jugoslavia, la famiglia di Roberto Stanich si è trasferita in Italia. Ha soggiornato  nei Campi Profughi di Tortona e di Monza ed è stato ospite del Convitto Nazionale “Nazario Sauro”. Ha frequentato l’Istituto Tecnico Industriale”A.Volta” di Trieste, presso il quale si è diplomato. Traferitosi a Milano ha svolto attività lavorativa di carattere tecnico, commerciale e gestionale presso diverse aziende industriali. Ha ricoperto posizioni di responsabilità a livello dirigenziale in società multinazionali in Italia e all’estero. Ha pubblicato i seguenti libri di racconti in dialetto istro-veneto: L’imprinting dell’Istria, La vita xe ancora bela, Mr. Merlo de Graia, El roplan dei sogni.

(Scritto da Daniela Sorgo)

 

 

 

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